Esclusiva | Intervista a Delroy James

22

Questo articolo ha avuto 251 visualizzazioni.

In esclusiva per “La Stella Del Sud – Basket Brindisi” l’intervista a Delroy James
 

L’intervista si svolge in una pasticceria del centro, Delroy quando entra saluta i proprietari e si accomoda su una poltroncina, comincia così la chiaccherata con il giocatore di New York. 

1 –  Raccontaci come hai cominciato a giocare a basket, quando hai capito che potevi fare della tua passione il tuo lavoro. 

Ero molto giovane, gioco da tutta la vita praticamente, non l’ho presa sul serio sino a quando non ho finito il liceo e ho cominciato a giocare con giocatori migliori, ero bravo e ho pensato che forse potevo prendere il basket più seriamente. 


2 - Finito il periodo collegiale nella NCAA con i Rhode Island Rams hai iniziato la tua carriera professionistica con i Bnei HaSharon in Israele. Com’è stata la prima esperienza Europea fuori dall’America?

E’ stato un bene per me allora perchè mi ha reso migliore adesso, mi ha fatto capire che è un gioco duro, che ogni partita può essere l’ultima. Andare in Israele mi ha reso anche più umile perchè ho sempre giocato negli States e andare in un paese oltreoceano mi ha aiutato molto, è stata una bella esperienza. 

3 - Nel 2012 torni in America per giocare con i Tulsa 66ers, com’è stata invece quella esperienza nella NBA development League?

E’ stato bellissimo, ci sono un sacco di giocatori, però ci sei solo tu che lavori sodo per portarti al prossimo livello. Lì ho incontrato Dyson, eravamo nella stessa squadra, quindi avevamo avuto già modo di giocare insieme nella stessa squadra. 
  
4 - E ora sei in Italia, come sta andando questa esperienza brindisina fino ad adesso? 

Oh mi piace un sacco, io sono più per le città piccole perchè sono di New York, sono abituato all’eccesso e alle cose grandi, perciò quando le città sono piccole mi piacciono di più. In squadra, invece, c’è una buona difesa, tutti i miei compagni dimostrano una grande passione e questo ci spinge a fare sempre meglio, grazie anche all’affetto che viene dai fan. 

5 - Avresti mai immaginao di combattere per risultati così? Cosa ti ha convinto a firmare per il Brindisi?

Sapevo che sarebbe stata una buona scelta per la mia carriera. Per quanto riguarda i risultati, nessuno vuole perdere ovviamente, poi ci sono ragazzi eccezionali, Campbell, Snaer, Dyson, Lewis, Todic, insomma tutti vogliono vincere, quindi in pratica combattiamo e cerchiamo di mettercela tutta per arrivare in cima.

6Ci sono delle differenze sostanziali tra il basket americano e quello europeo, italiano? 


Sì, qui in Europa c’è più gioco di squadra, in America, invece, ci si focalizza di più sul singolo, sul segnare credo. Ci sono tante differenze, ma alla fine è sempre basket, due canestri e una palla. 


7C’è un tuo compagno di squadra che ti ha impressionato di più?


Tutti. Non puoi essere nessuno senza l’altro.


8 - Com’è il tuo rapporto con i compagni e con il Coach Bucchi? 


E’ fantastico, mi sento veramente vicino a tutti quanti, è come essere al college, passi con gli altri tanto tempo, ma qui giochiamo insieme, stiamo insieme, siamo veramente una squadra molto unita. Combattiamo, lavoriamo l’uno per gli altri, è davvero bello. Con il Coach è lo stesso, Bucchi ci insegna tante cose, noi lo ascoltiamo, come coach ovviamente vuole il meglio da noi, come ogni allenatore nei riguardi dei suoi giocatori. 


9 - Quando giochi ti mostri sempre grintoso tanto da diventare un idolo tra i tifosi. Ti piace questo ruolo?

 (ride) Onestamente io gioco e basta, sono onorato dal fatto che alle persone piaccia come gioco, lo faccio con molta passione e con cuore e spero che i tifosi apprezzino. Quando giochiamo e siamo in campo cerco di tirare il meglio anche dagli altri, urlando, battendo le mani, facendole alzare, cerco di portare energia alla folla perchè è quello che anche lei ci da. 

10 - Vedendo la tua grinta sul parquet ti abbiamo soprannominato “the lion king”, pensi sia adatto a te?


(Ride) Immagino, è un buon nome, mi piace il Re Leone, è un bel film. Se i fan ti danno un soprannome vuol dire che stai facendo qualcosa di buono, lo adoro.

 


11Hai qualche obbiettivo qui a Brindisi? 

Sì, voglio solo vincere. Tutti lo vogliamo, ogni obbiettivo che ci si prefissa lo si ottiene vincendo, quindi spero nella vittoria. 

12 – Secondo te qual è il punto di forza e il punto debole della squadra?

Il nostro punto di forza credo sia proprio la forza che abbiamo nel rimanere uniti e nel continuare a lottare, possiamo cadere ma poi ci rialziamo sempre. Può volerci un pò, può farci male, questa la debolezza, ma punto debole e di forza sono lo stesso forse, giocando duramente sempre, dopo un pò tendiamo a rilassarci troppo. Quando giochiamo contro le altre squadre, infatti, cerchiamo di rimanere sempre molto concentrati perchè sappiamo che ognuna di esse può sconfiggerci. 

13Pensi che il Brindisi possa ambire al titolo finale? 

Certo, anche se tutte le squadre nella Lega sono molto brave e tutte hanno le nostre stesse possibilità. Non bisogna distrarsi mai, tutte possono sorprenderti. Se arriviamo ai play-off cercheremo di dare il meglio, giocare per bene partita dopo partita.

14 Quest anno avete battuto tante squadre che ambiscono alla vittoria dello scudetto. Qual è secondo te una delle vittorie più belle di quest’anno?

La prima vittoria credo, quella contro Milano, ci diede una bella carica, la diede anche alla città. Ogni vittoria che portiamo vogliamo che sia di grande peso ed emozione per tutti. Ma battere Milano era una cosa mai successa quindi credo quella. 

15 - Sabato giocate l’anticipo contro Reggio Emilia. Come vedi questa partita?

Sarà una partita dura, giocano veramente molto bene in casa, tutti noi dovremo essere molto concentrati e dare del nostro meglio sabato. 

16 - Raccontaci dell’esperienza delle Final Eight, come avete affrontanto la sconfitta contro il Siena , se secondo te il Sassari ha meritato la vittoria finale?

E’ stato triste, io mi sono sentito molto triste, non ho avuto la possibilità di stare in campo e giocare come volevo per la storia dei falli. E’ stata comunque una bellissima esperienza, i fan sono venuti, abbiamo cercato di dare il massimo come sempre, siamo stati battuti da una squadra valida. Riguardo il Sassari sì ovviamente se li meritavano, era arrivata in finale, hanno sconfitto Siena, Reggio, squadre molto forti, se la meritano tutta. 

17 - Com’è il rapporto con la città, i tifosi e la gente?


E’ buono, tutti ti sorridono, ti dicono ciao. Mi piace dove vivo, il centro, farmi una passeggiata ogni tanto. 

18 Nel tempo libero, cosa ti piace fare?

Dormire, mi piace un sacco!

19 - Tifi per una squadra in particolare? 

Tifo i New York Knicks, mi piacciono i New York Yankees.

20 - Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato in squadra e contro? 

Ho giocato con tantissimi giocatori, contro Kevin Durant e Carmelo Anthony. Nel campionato qui in Italia in assoluto Keith Langford, davvero un giocatore forte. 

21 - Hai qualche auspicio per il futuro? 


Migliorare e construire per bene il mio futuro, tutti hanno speranze per l’avvenire ma se crei il tuo business adesso, il futuro diventa più facile da seguire. 


Articolo de: La Stella Del Sud – Basket Brindisi ©

The following two tabs change content below.
Andrea Romano

Andrea Romano

Brindisino, classe 1990. Dal 1° Dicembre 2013 cerco di raccontare al meglio tutto ciò che riguarda la New Basket Brindisi. Dall'Aprile 2014 inoltre collaboro con BasketUniverso.it.