Esclusiva | Intervista a Jerome Dyson

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In esclusiva per “La Stella Del Sud – Basket Brindisi” l’intervista aJerome Dyson

Abbiamo incontrato questa settimana Jerome Dyson, playmaker americano originario del Maryland. Quest’anno a Brindisi sta facendo la differenza e molte volte trascina da solo la squadra alla vittoria. L’appuntamento con lui è in un bar del centro, e molto disponibilmente ha risposto alle nostre domande.
Ecco la nostra intervista esclusiva:
1 – Bene, iniziamo, raccontaci come ti sei avvicinato al mondo del basket, quando hai iniziato e quando hai capito che potevi diventare un grande giocatore.
 
Gioco a Basket da tutta la vita, da quando sono molto piccolo, giocavo ovunque andassi. Amo lo sport in generale, seguo molto anche il football. Ma dopo il liceo ho dovuto fare una scelta, ero molto attratto dall’NBA e quindi decisi che era questo quello che volevo fare.
 
2 – Finito il periodo collegiale hai iniziato la tua carriera professionistica con i Tulsa 66ers in NBA Development League. Com’è stata la prima esperienza?
 
E’ stata una bella esperienza, volevo giocare in NBA e mi sembrò una buona opportunità per essere in delle ottime squadre professionistiche, dimostrare il mio talento. Diciamo che questa esperienza in NBA D-League è stato un buon modo per iniziare la mia carriera.
 
3 – Nel 2011 la nazionale USA ti convoca per partecipare ai XVI Giochi Panamericani “Guadalajara 2011″. Com’è stata l’esperienza con la nazionale?
E’ stato un grande onore, è stato anche facile rispondere quando mi chiesero di far parte della squadra, non c’ho neanche pensato, sarebbe stata un’ottima chance per poter rappresentare il proprio paese.
 
4 – Poi, nel 201112 firmi un contratto con i New Orleans Hornets. Raccontaci l’esperienza NBA.
 
Fu un giorno fantastico. Giocai il giorno prima e mi chiamarono che era quasi la fine della stagione, tornai a casa per preparare le valige, mi chiesero se potessi prendere un aereo il giorno dopo e io risposi loro che potevo prenderlo anche subito (ride). Ho provato qualcosa che non si può spiegare, ci ho lavorato duramente e quando ho ricevuto la chiamata è stata una bella sensazione.
 
5 – Vorresti tornare a giocare nell’NBA?
 
Si mi piacerebbe, anche se adesso non è una priorità. Mi piace giocare a basket e ovunque possa giocare e possa avere opportunità di farlo, mi va bene.
 
6 – Dopo la breve esperienza in NBA scegli l’Europa. La passata stagione hai giocato con l’Hapoel Holon in Israele, partecipando anche all’Eurochallenge. Come definiresti la tua prima esperienza Europea?
 
E’ stato grande. E’ stata la prima volta per me anche in EuroChallenge, volevo partire e ed esplorare nuove parti del Mondo. E’ un mondo completamente diverso, ho potuto giocare anche con persone differenti, volevo imparare lo stile del basket Europeo.
 
7 – Qual è la differenza tra lo stile Americano e quello Europeo.
In America è tutto più aperto, libero e veloce. Anche i giocatori sono più portati a segnare. In Europa sono i coach che hanno grande impatto sul risultato della partita
 
8 – Possiamo dire che sei il leader di questa squadra. Ti senti un leader? Senti questa responsabilità?
 
Si, assolutamente. Essendo un playmaker ti spingono ad entrare in quel ruolo, anche se sento di essere un leader.
 
9 – Con delle statistiche mostruose quest’anno firmi per Brindisi. Cosa ti ha convinto a scegliere il progetto dell’Enel Basket Brindisi?
 
Volevo avere un occasione per giocare come playmaker, avere la mia squadra, essere il leader. In Israele ho giocato sì come playmaker ma la maggior parte delle volte ho coperto il ruolo di guardia tiratrice. Inoltre ho avuto una conversazione con il coach prima di venire, quindi è stato più facile scegliere.
 
10 – Anche qui a Brindisi stai confermando i tuoi numeri, tanto da essere eletto il miglior americano esordiente in questa stagione. Soddisfatto del tuo lavoro fin qui?
 
Io gioco e basta, cerco di dare del mio meglio insieme alla squadra. Si abbastanza, anche se c’è molta strada da fare ancora.
 
 
 
11 – Noi, vedendo le tue giocate, abbiamo deciso di soprannominarti “Il Mago”, pensi sia adatto a te?
 
(ride) Si, un pò. Quando sono in campo mi piace andare veloce, cerco di migliorarmi per riuscire a maneggiare con più destrezza la palla e cose così.
 
12 – Domenica avete battuto l’Acea Roma.Volevate riscattarvi dopo la sconfitta di Milano?
 
Assolutamente si. E’ stata una sconfitta imbarazzante, perdere di così tanto, quindi ovviamente volevamo tornare e dimostrare chi siamo in realtà.
 
13 – A febbraio andrete a Milano a giocare le Final Eight. Puntate a vincere la coppa?
 
Certo, siamo una buon gruppo di ragazzi, e se riusciamo a giocare secondo il nostro potenziale, secondo i nostri schemi e se continuiamo ad aiutarci, avremo ottime possibilità.
 
14 – Il campionato invece credete di poterlo vincere?
Sì, credo che possiamo, anche se giochiamo una partita alla volta, cercando di concentrarci al meglio. Non ci piace viaggiare troppo lontano.
15 – Qual è secondo te una delle vittorie più belle di quest’anno?
Non lo so, non posso veramente scegliere quale sia stata la migliore. Ora come ora è troppo presto per decidere, ma ogni volta che vinciamo una partita è bellissimo, ad esempio sappiamo che quando siamo in casa sarebbe meglio vincere e cerchiamo di farlo.
16 –  Quando sei arrivato a Brindisi, pensavi di poter lottare per questi traguardi e trovarti in testa alla classifica?
Si, conoscevo alcuni ragazzi prima ancora di venire e sapevo che fossero ottimi giocatori, quindi immaginavo che saremmo stati una buona squadra.
17 – Com’è il rapporto con la città, i tifosi e la gente?
E’ molto buono, è divertente quando cammini per strada e le persone ti riconoscono e ti fermano per fare una foto con te.
18 – Il rapporto con coach Bucchi e i tuoi compagni?
E’ fantastico, forse anche per questo motivo riusciamo a giocare bene.
19 –  Nel tempo libero, cosa ti piace fare?
Gioco un sacco alla Xbox, guardo film o show in tv.
20 –  Hai qualche idolo?
Veramente no, non guardo molto il basket, seguo di più il football.
21 – Segui o tifi qualche squadra?
Sono un grande fan del football europeo e del calcio, mi piace il Milan, l’Inter ma mi piace ancora di più il Chelsea.
22 – Il giocatore più forte con cui hai giocato e il giocatore più forte contro cui hai giocato?
Credo che il migliore con cui mi sia confrontato come playmaker sia stato contro Chris Paul, quando giocavo ancora nei New Orleans in una partita con i Los Angeles Clippers. Ho giocato con un sacco di bravissimi giocatori, credo che il migliore sino ad ora sia stato Kevin Durant.
23 – Auspici per il futuro?
Voglio essere riconosciuto come un grande playmaker.
 
Articolo: La Stella Del Sud – Basket Brindisi ©

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Andrea Romano

Andrea Romano

Brindisino, classe 1990. Dal 1° Dicembre 2013 cerco di raccontare al meglio tutto ciò che riguarda la New Basket Brindisi. Dall'Aprile 2014 inoltre collaboro con BasketUniverso.it.